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IL MAGAZINE DI MONSIEUR CLAUDE E’ STATO …

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giovedì, 22 novembre 2007

In fuga dall'ospizio

Capitolo 1
“La fuga e il capitolo più lungo”quarta parte
 
Si fermarono ad una stazione di servizio, a turno andarono
 in bagno per il cambio dei pannolini e per svuotare i cateteri,
successivamente si dissetarono mentre Eritema mangiava,
fecero il punto della situazione  e si rimisero in viaggio verso la loro meta.
 
Seguirono correttamente le indicazioni,
il Monsieur tirò fuori una miriade di cartine, mappe, segnalazioni, opuscoli con tutto ciò che si deve sapere e per finire una decina di pagine
(del quale ne andava veramente fiero)
con tutte le sagre paesane che si sarebbero tenute fino al 2012 compreso.
 
Arrivarono vicino alla locanda dell’Albero del limone,
 posto nel quale dovevano segretamente pernottare e la sorpassarono.
Nuovamente arrivarono vicino alla locanda limonata e
la sorpassarono di nuovo.
Poi fecero un’inversione ,inutile, di 360° .Inutile perché
si rimisero sulla stessa strada e nella stessa direzione di prima.
 
Ad un certo momento la Wuanda vide un’insegna
nascosta dietro un segnale di stop con su scritto
Locanda dell’Albero del Limone e lanciò un urlo…”ECCOLOOOOOOO!!!!”
Appena udito l’urlo, l’Avvocato, Eritema e Monsieur
si misero a gioire mostrando tutti i loro denti e felici sghignazzavano.
Il Ragioniere allora si diete  un tono e imboccò la strada per la locanda.
Era una strada sterrata,bianca polverosa e piena di sassi.
 
Passarono vicino ad un casale, rallentarono,
videro che era un casale bellissimo, ben rifinito,t
utto un giardino in ordine,ma non era il loro.
 
Lentamente proseguirono e dopo delle fresche frasche videro un
cancello con un casale in mezzo a degli agrumeti
non tanto curati, dove nella finestra più alta c’era una
statua raffigurante una testa di moro.
 
Decisero che non poteva essere quello e che pertanto
dovevano proseguire.
Ma Eritema,forse presa dalla fame, vide su un albero al
bordo della strada un’insegna scritta a mano su un
pezzo di legno, erano arrivati, il moro era la sentinella
della Locanda dell’Albero del limone.
Lentamente il cabinato diesel grigio topo entrò nella tenuta.
 
Scesero dalla macchina con aria spaurita, subito
incontro gli giunse un cane di taglia medio bassa
bastarda con un limone in bocca e lì ebbero il primo sussulto:
”ma che ci fa un cane con un limone in bocca?”.
Quindi entrarono passarono sotto l’arco principale della locanda,
con sopra la solita testa di moro,entrarono in una stanza
piena di quadri tutti con lo stesso volto,fotografie sempre
con lo stesso volto in ogni angolo della locanda.
Ad un certo momento un volto prese vita, si mise a parlare,
li capirono che non era un quadro o una foto ma era la padrona del limoneto.
E partirono le presentazioni.
La signora del limone offri ai nostri anziani e stremati viandanti dell’acqua,
 frizzante per gli uomini,liscia per le donne.
Quindi li guidò verso le loro camere.

postato da: MonsieurClaude alle ore 13:51 | link | commenti (1)
capitoli: in fuga dallo ospizio
martedì, 13 novembre 2007

In fuga dall'ospizio

Capitolo 1
“La fuga e il capitolo più lungo”terza parte
 
Sempre per depistare,
scelsero di non arrivare direttamente a Siracusa,
ma di farsi sbarcare ,
dietro lauta mancia al pilota,
a circa tre ore e mezza di macchina dal luogo.
 
Sulla nave la situazione
che all’inizio era tranquilla si rilevò subito tragica.
 
La Wuanda soffriva per il mare che la circondava.
L’Avvocato invece si era sistemato
controvento in modo da poter espletare senza fastidio altrui.
La ex secca Eritema ,
passava il suo tempo a mangiare e bere.
Il Ragioniere e il Monsieur invece,
decisero di visitare come clandestini le
cucine della nave e come clandestini
mangiarono delle pietanze.
Scelsero del cibo senza sapore,
per paura di sentirsi male durante la navigazione.
Poi decisero di dormire,
ognuno in un posto diverso ma tutti
alla stessa temperatura ,
meno cinque gradi centigradi.
Infatti la nave battente bandiera panamense ,
aveva una temperatura interna molto bassa,
questo per non far andare in decomposizione
i cinque anziani della compagnia.
 
Il viaggio in nave prosegue,
i nostri cinque non si lamentano
più anche perché ormai
ibernati e passano la notte sonnecchiando.
 
Alle prime luci dell’alba si svegliano,
 e presi da un non so’ che,
si riversarono tutte e cinque sul ponte
numero 7 ad ammirare i delfini che precedevano
l' imbarcazione.
Finalmente la terra ferma.
Ancora nessuno si era messo alla loro ricerca,
quindi sbarcarono senza molte difficoltà
o meglio una difficoltà l’hanno
avuta ma non per loro colpa.
La macchina parcheggiata nella stiva
davanti al cabinato diesel grigio topo,
non aveva autista obbligando i nostri eroi ed altri viandanti ad una lunga attesa.
Dalla fonia della nave veniva
sempre ripetuto
l’annuncio di spostare la macchina,
ma dell’autista neanche l’ombra.
Ad un certo momento,
circa un’ora dopo,
due grasse signore,non belle,
si resero conto che il mezzo che
infastidiva lo sbarco era il loro e
finalmente permisero a tutti
di uscire dalla stiva della nave,
non prima di aver ricevuto improperi
da parte di tutti.
 
Finalmente a terra, ora si che erano liberi.
Primo obbiettivo, la colazione.
Il Monsieur guidò la brigata al
bar Rosa Nero di fronte all’orto botanico.
Lì Eritema e Monsieur mangiarono
due Arancine giganti da mezzo chilo l’una,
gli altri invece si accontentarono di un semplice cappuccino con cornetto.
 
Dopo essersi rifocillati si misero
in viaggio e il Ragioniere prese
la strada direzione Siracusa.
 
Dopo venti chilometri e dato che il
paesaggio era sempre lo stesso iniziarono
ad avere dei dubbi,
abbiamo sbagliato strada,
stiamo girando su noi stessi
o forse è meglio che tra un poco
facciamo una pausa ad un autogrill
e facciamo il punto della situazione.

postato da: MonsieurClaude alle ore 08:06 | link | commenti
capitoli: in fuga dallo ospizio
lunedì, 05 novembre 2007

Capitolo 1 “La fuga e il capitolo più lungo”seconda parte

Tutti e cinque insieme decisero il da farsi.
Per prima cosa la meta da raggiungere.
Dopo vari incontri a mo’ di carbonari, decisero che il posto doveva essere un posto vicino al mare, vicino a città d’arte,in campagna,non lontano da ottimi ristoranti,silenzioso e allo stesso tempo gioioso.
Certo non era facile trovare un posto con tutte quelle caratteristiche, inoltre dovevano tener conto della non tanto praticità alla guida del Ragioniere.
 
Dopo continui ripensamenti su luoghi e sulla modalità di raggiungimento arrivarono ad un accordo.
Partenza strategica alle ore 15.30 dopo la pennichella pomeridiana ,così facendo non potevano essere scoperti prima della cena delle ore 20 e a quell’ora ormai erano già distanti.
Per il mezzo di trasporto non hanno invece problema, utilizzeranno il cabinato diesel grigio topo del Ragioniere.
Ognuno dei cinque componenti deve portare con se al massimo un bagaglio , l’unico che ne poteva portare  due è il Ragioniere poiché nel secondo bagaglio c’è il respiratore ,utile per un viaggio di cinque anziani.
Il Monsieur invece, nel suo bagaglio ha predisposto una tasca per medicinali.
La ex secca Eritema invece ha un bagaglio e mezzo.
Nel mezzo bagaglio ci sono solo generi di prima necessità poichè  ogni ora deve mangiare.
Nel bagaglio della Wuanda c’è il posto per i pannoloni per i componenti del viaggio.
 
In quello dell’avvocato invece non c’è nulla per gli altri ma solo il suo parrucchino da utilizzare nelle serate di gala.
 
E finalmente giunse il giorno della fuga.
 
Ogni cosa è stata studiata, impossibile fallire.
 
La ex secca Eritema e l’Avvocato si erano fatti dare un pomeriggio di permesso con la scusa di andare a respirare lo iodio al mare,ed avevano dato l’appuntamento al Ragioniere alle ore 16 al Birghi ridente località etrusca in riva al mare.
 
Alle ore 15 il Ragioniere caricò le sue due valigie nel suo cabinato diesel.
Quindi prese la Wuanda e né caricò il suo bagaglio.
Per non dare nell’occhio,andarono a prendere il Monsieur che li attendeva un cinquecento metri fuori dal cancello.
 
Tutte e tre si diressero a  Birghi per prendere gli altri due,quindi caricarono i  bagagli e via,obiettivo Siracusa.
 
Per raggiungere Siracusa e per non far stancare troppo alla guida il Ragioniere, si diressero verso Vecchiacivita.
Lì si imbarcarono su una nave da crociera battente bandiera panamense.
Scelsero una compagnia estera per poter rallentare le ricerche al momento della scoperta della fuga...(...continua ?)

postato da: MonsieurClaude alle ore 07:38 | link | commenti
capitoli: in fuga dallo ospizio
lunedì, 29 ottobre 2007

IN FUGA DALL’OSPIZIO

Prefazione: Il racconto va preso così com’è.Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o a persone realmente esistite o esistenti è puramente casuale e frutto di fantasia. L’autore declina ogni responsabilità e chi se la prende è un buffer bacco.
 
Capitolo 1
“La fuga (il capitolo più lungo)”prima parte
 
“Fuggiamo dall’ospizio, prendiamo una macchina ed andiamo lontano”
“Ma stai scherzando, non si può fare, ora abbiamo una certa età e non ce la faremo neanche ad uscire dal cancello”
“Non ti preoccupare, io dico che ancora ce la possiamo fare e poi la mia patente di guida ancora non è ancora scaduta”.
Il ragioniere e il Monsieur continuarono questo discorso per molte ore.
Ogni volta che passava qualcuno vicino a loro, erano capaci di cambiare discorso all’istante.
Più parlavano della fuga e più si convincevano di farcela.
 
Su una cosa entrambi erano  d’accordo, che la fuga dovesse avere un inizio e una fine con una durata di non più di dodici giorni perché entrambi avevano la mensile visita medica di controllo. Inoltre decisero che al massimo potevano essere in cinque persone,il numero massimo delle persone in una macchina.
 
Il Ragioniere decise di portarsi con se la sua innamorata, la Wuanda, una vecchia soubrette che raggiunse l’apice del successo con il varietà “il secchio e l’olivaro”.
 
C’è il Monsieur, sembra fuggito dal popolo di Asterix ma al contrario degli altri due uomini è l’unico ad aver capelli ma una minor statura. Il Monsieur è meglio non invitarlo a mangiare perché è capace a far rimanere gli altri con il piatto vuoto.
 
Poi lo dissero alla ex secca ora panciuta Eritema,però non ditegli che non è più la secca, lei crede ancora di essere magra, forse è questo il motivo del perché si veste con due taglie in meno.
Quindi si aggregò il canuto Avvocato. Una persona molto ariosa, non perché si dia importanza ma bensì ha sempre dell’aria da espellere dal primo orifizio libero del suo corpo. Un vero fenomeno naturale.
Infine poi c’è il Ragioniere, un tipo molto preciso e pignolo.
Nulla per lui deve essere lasciato al caso, per lui i conti debbono sempre tornare.
Essendo Ragioniere,ha la sua nuvola di pioggia che lo segue ovunque lui vada........continua

postato da: MonsieurClaude alle ore 07:43 | link | commenti (2)
capitoli: in fuga dallo ospizio