... ...IN DIRETTA DAL PASSATO,DAL PRESENTE E DAL FUTURO... ... curiosita romane de il pasquino | MonsieurClaude

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IL MAGAZINE DI MONSIEUR CLAUDE E’ STATO …

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mercoledì, 11 marzo 2009

”Umbilicus urbis”

”Umbilicus urbis”,l’ombelico della città di Roma,
in origine detto ”Mundus”,
nei pressi dell’Arco di Settimio Severo
e dell’Arco della Concordia
entrambi nel foro romano.
 
In base a una versione targata Plutarco
indicherebbe il “solco primigenio”,
la fossa circolare scavata da Romolo e
che doveva costituire il centro
geometrico della futura città.
 
Secondo un’altra descrizione sarebbe
stato il pozzo dove furono gettate
le terre dei villaggi che concorsero
a creare Roma.
 
Terza e ultima descrizione,
forse la più suggestiva
testimonianza
arrivata fino a noi,
ne fa il punto dove
sorgerebbe
il miglio zero da cui si
facevano partire tutte le vie.

postato da: MonsieurClaude alle ore 08:30 | link | commenti
capitoli: curiosita romane de il pasquino

Frasi celebri

Damose da fa ! Volemose bene! Semo romani.
 
Giovanni Paolo II
 
*******
 
"Vivendo a Roma da tantissimi anni ormai sono diventato un po' romano;
ma più romano mi sento come vostro Vescovo".
 
 
Benedetto XVI

venerdì, 27 febbraio 2009

QUARESIMA E MARITOZZI

 Finito il carnevale inizia il lungo periodo della
Quaresima considerato di rinunce.
Nell’antica Roma per sopportare meglio il
periodo di digiuno e per compensare l’astinenza dalle
delizie alimentari, era consentito il consumo di alcuni
dolci come il pazientino quaresimale impastato a
forma di lettere maiuscole e cotto in speciali
placche incavate, appositamente
fabbricate per quest’uso,
e il maritozzo chiamato anch’esso quaresimale.
 
Quest’ultimo nasce come tipico dolce romano
confezionato dai fornai con il lievito
di birra e cotto nei forni in muratura.
 
Il maritozzo nella tradizione
era molto più grande di quello che conosciamo oggi,
somigliava infatti ad una pagnotta con
in superficie guarnizioni di zucchero che
riproducevano cuori trafitti da una freccia.
 
Il maritozzo veniva regalato alla propria
fidanzata e poteva essere usato come
contenitore di un piccolo oggetto d’oro.
 
Nella versione quaresimale il maritozzo
diventa più piccolo, più cotto,
quindi più scuro in superficie e viene
arricchito da canditi, uvetta sultanina e pinoli.

Evidentemente la bontà di questi dolci
faceva sì che se ne mangiasse più d’uno recitando tra
un boccone e l’altro una curiosa filastrocca:
 
Er primo è pe’li presciolosi;
er siconno pe’ li sposi;
er terzo pe’ li innamorati;
er quarto pe’ li disperati;
 
 
Fonte:

postato da: MonsieurClaude alle ore 08:31 | link | commenti
capitoli: curiosita romane de il pasquino
giovedì, 15 gennaio 2009

La Patarina

La campana del Campidoglio di Roma
che è in cima all’antica torre campanaria,
restaurata da Martino Longhi il Vecchio
intorno al 1580 è chiamata dai romani "Patarina".
 
Fu presa in guerra dai Romani ai
Viterbesi nel 1200 e
annunciava eventi storici o
circostanze importanti,
come l'elezione del pontefice,
la sua incoronazione o morte,
il passaggio del corteo papale.
 
Quella attuale
è risalente all'inizio dell'Ottocento
e pertanto non è  
la storica Patarina.

postato da: MonsieurClaude alle ore 14:48 | link | commenti
capitoli: curiosita romane de il pasquino
giovedì, 04 dicembre 2008

Obelisco di piazza San Pietro tra storia e leggenda

L’obelisco che è al centro di Piazza San Pietro in Vaticano,
fu portato a Roma da Caligola,
per decorare la spina del Circo di Nerone,
e posto anticamente sulla destra dell'attuale Basilica.
Fu Sisto IV a far spostare l'obelisco dalla sua sede originale
al centro della piazza.
Nel corso del Medioevo il monumento,
impostosi per l’attiguità alla mèta
di migliaia di pellegrini,
venne chiamato l’aguglia e
la probabile suggestione data allo
stesso dalla vicinanza della sepoltura di
S. Pietro, portò a vedervi un monumento funerario,
ovviamente di un “Grande”:
il grande globo posto sulla sommità
dell’obelisco altro non sarebbe stato
che l’urna ceneraria di Gaio Giulio Cesare,
di cui si sapeva, attraverso le
fonti letterarie, della cremazione,
avvenuta tra i tumulti poco dopo l’assassinio.
 
Durante i lavori,
realizzati per lo spostamento dell’obelisco nel 1586,
ci fu  la rimozione
dell’antico globo dorato e
quindi la fine della leggenda popolare:
al posto della sfera fu issata una croce bronzea
contenente una reliquia della “vera Croce”.
 
Il globo della leggenda non
è andato perduto,è
conservato oggi nei Musei Capitolini,
sfregiato, tra l’altro, dai
segni delle archibugiate
infertegli dai Lanzichenecchi
durante il Sacco di Roma,
nel 1527 ignari di tanta storica credenza.

postato da: MonsieurClaude alle ore 15:31 | link | commenti
capitoli: curiosita romane de il pasquino
giovedì, 06 novembre 2008

L’ultima fontana di Pio IX

A Piazza del Catalone,a Borgo Pio,
si trova  una piccola fontana,
che è posta isolata all’ingresso della piazza.
 
Una semplice fontana  mattoni,
che racchiude il fregio con i simboli
del triregno e delle chiavi incrociate.
In essa si raccoglie l’acqua
che alimenta la fonte:l’acqua Marcia.
 
Forse è l’ultima fontana di Pio IX
In quanto  l’acqua Marcia fu fatta arrivare
nelle condutture romane nel 1870.

postato da: MonsieurClaude alle ore 09:38 | link | commenti
capitoli: curiosita romane de il pasquino
venerdì, 17 ottobre 2008

RIONE BORGO

Borgo è il XIV rione di Roma.
Il suo stemma rappresenta un leone
accovacciato, avente di fronte i tre monti e la stella.
 
Questi ultimi, insieme al leone rampante,
fanno parte dell'insegna di Sisto V,
il Papa che elevò Borgo a quattordicesimo rione di Roma.
 
Tra il 1920 e il 1960 a Roma nel rione Borgo
c’era un gruppo folkloristico chiamato:
I diavoletti di Borgo
Era un circolo mandolinistico
che animava le serate del rione,
passando da osteria ad osteria.

postato da: MonsieurClaude alle ore 12:28 | link | commenti
capitoli: curiosita romane de il pasquino
venerdì, 03 ottobre 2008

OTTOBRATE ROMANE

Le ottobrate romane erano la grande
sagra del vino nel mese della vendemmia,
prosecuzione, con ogni probabilità,
dei Baccanali pagani
(i misteri dionisiaci celebrati ad ottobre).

Nella Roma pontificia divennero feste popolari
con gite tra le vigne e le osterie fuori porta.
Attiravano anche i viaggiatori stranieri,
abituati ad un clima più austero di
quello che si viveva nei giovedì e
nelle domeniche del mite ottobre nostrano.

All’inizio, per non distogliere i fedeli
dai doveri religiosi festivi,
le scampagnate erano
consentite solo il giovedì,
ma poi la domenica fu introdotta a forza:
un solo giorno alla settimana non bastava più
alla sete dei romani e alla loro voglia di fare bisboccia.

E così chi a piedi, chi con la "carettella"
(tipica carrozza a guscio di noce tirata da cavalli),
i romani partivano vestiti a festa
solitamente per i prati di Testaccio,
la meta preferita perché vicina a Roma.

Le ottobrate si facevano anche in
altre zone fuori porta: ponte Milvio ,
San Giovanni, porta Pia oppure
San Paolo, Monte Mario e
Monteverde, che ancora
nella prima metà dell’Ottocento erano
coltivati a orti e vigne.
 
Il loro programma era più o meno sempre lo stesso,
a base di giostre, orchestrine,
alberi della cuccagna, giochi equestri,
corse campestri e ragazzini dondolanti
sulla "canoffiena" (un'altalena a più posti).
 
E poi canti, balli, stornelli,
vino a fiumi e gran mangiare:
durante le "vignate" non mancavano infatti
gnocchi, trippa e abbacchio,
al forno o "a scottadito" cioè alla brace.
 
Si suonava con tamburelle,
chitarrine e nacchere e si ballava
il "sartarello", le cui movenze
erano spesso accompagnate
da un ritornello che recitava:

"birimbello birimbello
quant’è bono 'sto sartarello
smòvete a destra smòvete a manca
smòvete tutto cor piede e coll’anca ".

postato da: MonsieurClaude alle ore 14:31 | link | commenti (1)
capitoli: curiosita romane de il pasquino
martedì, 30 settembre 2008

Curiosità romane

Via del Corso...Via Lata
 
Via Lata,via esistente già ai tempi di Augusto imperatore.
 
Via Lata andava dal Campidoglio fino a Piazza Colonna,
dopo cominciava Via Flaminia.
 
Diventa Via del Corso quando nel 1466 Papa Paolo II
si inventa la corsa dei cavalli bebrberi
con arrivo a Piazza Venezia.
 
Nel 1665 Papa Alessandro VII abbattendo
L’Arco del Portogallo che chiudeva la strada in due,
trasforma la via in un ippodromo.
 
Durante il carnevale romano,via del Corso
e piazza del Popolo diventavano teatro dei “moccoletti”.
 
Oggi ,all’angolo con via della Vite
c’è una lapide in memoria dell’ippodromo del Corso.
pasquino

postato da: MonsieurClaude alle ore 08:29 | link | commenti
capitoli: curiosita romane de il pasquino
giovedì, 25 settembre 2008

Fontana di Trevi

La fontana di Trevi è certamente la più
fotografata e la più nota
tra le fontane di Roma.
 
La fontana costituisce la mostra dell'
Acqua Vergine.
 
Acqua vergine che fu portata a
Roma con  l'acquedotto che
Marco Vespasiano Agrippa
condusse a Roma nel 19 a.C.
per alimentare le sue Terme.
 
In quella che poi è l'odierna piazza di Trevi,
Agrippa posizionò una delle fontane
minori dell'acquedotto,
costituita da tre vasche di raccolta,
affiancate e addossate ad un edificio.
 
 
Quando l'acquedotto subì un'interruzione
la "fontana minore"
divenne la fontana terminale
dell'Acquedotto Vergine.
pasquino

postato da: MonsieurClaude alle ore 11:16 | link | commenti
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